L’Ombra oscura e l’Ombra luminosa

Liberamente tratto e tradotto da:
DARK AND BRIGHT SHADOW di J.Adrian Longstaffe

“Abbiamo incontrato il nemico, e siamo noi” Walt Kelly


Cos’è l’Ombra?
L’Ombra è ciò che non conosco di me stesso. L’Ombra è il fenomeno per il quale parti della mia personalità, che sono concrete e reali come le mie braccia e le mie gambe, restano fuori dalla mia esperienza. Anche se altre persone me le fanno notare, io non sento queste parti come mie. Infatti, la nostra relazione con l’Ombra è tale che probabilmente negheremo con veemenza e decisione ogni collegamento, anche se le caratteristiche che ci hanno segnalato sono “buone” o meritevoli. Tuttavia, poiché queste caratteristiche fanno realmente parte di ciò che siamo, esse influenzano la nostra vita in modi che vanno oltre il nostro controllo. Questo, nonostante non le riconosciamo o non le sperimentiamo consapevolmente.

Fu Jung che all’inizio del secolo scorso definì per noi questo concetto di Ombra (che in realtà esisteva già nella storia e nella mitologia). Egli disse “non ci s’illumina coltivando immagini di luce, ma portando la luce dove c’è il buio”.

In psicosintesi, la teoria dell’Ombra suggerisce che, come diretta conseguenza del fallimento empatico di un adulto significativo all’inizio della nostra esistenza, noi stacchiamo parti importanti di ciò che siamo e le nascondiamo nell’inconscio. Per ottenere l’amore ed evitare la disapprovazione dei genitori, noi sopprimiamo e reprimiamo parti di noi, in modo da porle completamente fuori dalla nostra consapevolezza. Così completamente, che da adulti non siamo in grado di riconoscerle, anche quando la loro esistenza è provata oltre ogni dubbio. Abbiamo fatto questo perché non essere amati in quello stadio iniziale della nostra esistenza avrebbe significato rischiare la vita.

Perché l’Ombra è importante?
Il problema con queste parti non riconosciute di noi è che, anche se sono fuori dalla nostra consapevolezza, esse hanno una profonda e spesso negativa influenza sul modo in cui ci comportiamo, ci rapportiamo agli altri e sperimentiamo la nostra vita. Molti, se non tutti, dei modelli ripetitivi di comportamento e di reazione che osserviamo in noi stessi, e sui quali apparentemente non abbiamo influenza né controllo, sono espressione della nostra Ombra. Ancora, gran parte del processo terapeutico consiste in un graduale riappropriarsi di questa Ombra.

Perché dovremmo volerlo fare? Il lavoro sull’Ombra ci permette di iniziare a capire e a guarire le ferite che causarono la profonda repressione iniziale. Riappropriarci di queste parti non consapevoli ci permette di diventare più di quello che siamo ora, di ritornare alla nostra autentica personalità, lasciandoci alle spalle la personalità adattiva che abbiamo adottato come se noi fossimo davvero così, per importanti ragioni di sopravvivenza, all’inizio della nostra vita.
Questo non solo ha come risultato il vantaggio di non essere più vittima di modelli ripetitivi inconsci, ma ci dà molte più scelte nella nostra vita (“oh…lo sto facendo di nuovo….ma adesso posso scegliere cosa fare”). Più entriamo nella nostra personalità autentica, e lo posso confermare dalla mia esperienza personale, più abbiamo accesso ad una maggiore profondità di significato nella nostra vita quotidiana. D’altra parte, come potremmo ricavare un significato vivendo una personalità che non è realmente la nostra?

Inoltre, è importante sottolineare che molta energia è immagazzinata nell’Ombra, e accoglierla significa liberare una gran quantità di energia che può diventare disponibile nella nostra vita.

Il concetto di Ombra oscura e di Ombra luminosa
La psicosintesi sostiene che noi reprimiamo ciò che proviene dal nostro inconscio superiore (qualità e valori elevati) tanto quanto reprimiamo ciò che proviene dall’inconscio inferiore (impulsi ed istinti). Perché dovremmo reprimere le cose buone? Il fatto che lo facciamo è evidente, ad esempio, quando proiettiamo qualità positive su altre persone, spesso mettendole su un piedistallo (qualcosa che io ho sperimentato personalmente più volte). Quante volte abbiamo sentito qualcuno parlare in toni entusiastici di qualcun altro, quando dal nostro punto di vista egli avrebbe potuto usare gli stessi termini per sé stesso. Mi ricordo di aver ascoltato con un po’ di fastidio Margot Fonteyn parlare con estrema ammirazione della grande Pavlova, quando era chiaro dal filmato che la Fonteyn era di gran lunga la ballerina migliore.

Alcuni autori spiegano la repressione delle qualità positive come segue. Appena le terrificanti esperienze della minaccia di non-essere sono organizzare nell’inconscio inferiore, noi per compensazione proiettiamo una relazione ideale Io-Sé. L’ipotesi è che si crei una relazione reciprocamente compensativa fra i due settori, un equilibrio di polarità opposte che mantiene la scissione originaria e nasconde la ferita primaria. Entrambi questi settori del nostro inconscio comprendono e separano il sublime e l’esperienza traumatica che la persona ha considerato troppo pericolosa per poter avere una esistenza stabile e coerente nel mondo.

Guardando il diagramma dell’uovo in psicosintesi, possiamo vedere che è diviso in inconscio superiore, inconscio medio e inconscio inferiore. È nell’inconscio superiore ed inferiore che si trovano gli elementi della nostra Ombra. Uno degli effetti del processo terapeutico in psicosintesi è di espandere l’inconscio medio sia verso l’alto che verso il basso, includendo sempre più parti inaccettabili di noi in ciò che siamo nella nostra vita quotidiana. Facendo questo, la nostra esperienza si arricchisce, proviamo più dolore ma anche più gioia, entrambi elementi essenziali nel ricco disegno della nostra vita.

Come esempio di ciò che potrebbe essere chiamato Ombra luminosa, io noto che più ricavo un maggiore e nuovo senso di valore personale, più sono in grado di provare compassione per chi mi sta attorno, più trovo facile relazionarmi e contribuire ai gruppi di persone ed alla società cui faccio parte. Questa è stata un’esperienza recente, e pare sia sorta direttamente come risultato del lavoro di crescita che ho fatto. È anche interessante notare che non ho agito per trovare questa parte di me, perché non sapevo che ci fosse. Invece, l’ho riconosciuta, soprattutto all’inizio, notando le reazioni diverse da parte delle persone con cui mi rapportavo, soprattutto persone che non avevano su di me aspettative precedenti. Abbracciare la mia Ombra la cambia, cura le ferite che mi tengono lontano dalla consapevolezza. Il processo dissolve le mie restrizioni interiori, crea spazio ed una maggiore profondità di significato e comprensione.

Come possiamo distinguere l’Ombra oscura da quella luminosa?
Naturalmente non possiamo. Facciamo alcuni esempi.
Qualcuno che stia lavorando con la propria rabbia (che potrebbe essere considerata negativa), può trovare che questa è semplicemente un’energia potente che diventa disponibile per altre attività che rendano la vita più soddisfacente. D’altra parte, se abbiamo rimosso una spiritualità idealizzata e superiore, possiamo considerarci moralmente migliori a coloro che non corrispondono ai nostri standards.
Più guardiamo, più diventa ovvio che elementi dell’inconscio inferiore si possono trasformare in cambiamenti positivi nella nostra vita, mentre una spiritualità non integrata può diventare corrotta e causa di abusi.

Come riconosciamo l’Ombra?
Così come il microscopio, il telescopio e i raggi X sono strumenti utili per osservare quelle cose che non saremmo in grado di vedere altrimenti, ci sono molti modi per diventare consapevoli di ciò che è in Ombra, specialmente di ciò che è appena sotto la superficie e pronto ad emergere.

Uno dei meccanismi più importanti è la proiezione. Ciò che non vogliamo accettare dentro di noi, lo proiettiamo sulle altre persone (e naturalmente loro fanno lo stesso su di noi). Un’esperienza personale di ciò, è stata la mia presa di coscienza che l’egoismo degli altri, in particolare il guidare l’auto in modo egoistico, mi fa arrabbiare in modo abnorme ed irragionevole. Analizzando in terapia questa emozione estrema, e partendo dal presupposto che era una proiezione, sono stato in grado di trovare dentro di me una subpersonalità sperduta di nome “porco egoista”. Lavorando con questa parte sto iniziando a scoprire il bisogno di prendermi cura di me, che avevo in precedenza rimosso in quanto egoista, e che in realtà è benefico non solo per me, ma mi rende anche meno aggressivo verso gli altri.

Un altro modo per riconoscere l’Ombra è chiedere alle altre persone. Gli altri spesso possono veder aspetti della nostra personalità di cui noi non siamo consapevoli. Mi ricordo di essermi parecchio offeso quando, attorno ai vent’anni, fui definito un “ruffiano”. Se ne avessi avuto la maturità, mi sarei accorto del mio voler piacere a tutti i costi, modalità che gli altri trovavano sgradevole e manipolativa. Un esercizio che facciamo regolarmente nel nostro gruppo di counseling è di esprimere, in un ambiente protetto, i nostri giudizi reciproci, e quindi esplorare i sentimenti che emergono.

È utile notare che una consapevolezza parziale dell’Ombra degli altri può avere un effetto molto negativo sulle relazioni. Le persone che non conoscono il concetto dell’Ombra molto probabilmente ritengono che gli aspetti negativi altrui, che a loro risultano così evidenti, debbano essere tali anche agli occhi dell’altro. Quindi, l’altro è immaturo, irresponsabile e ottuso nel non voler vedere! Da qui, seguono accuse che sono comprensibilmente ricevute con incredulità, rabbia, dolore, e ulteriori proiezioni.

La mia esperienza nel lavoro di psicosintesi con le Immagini Mentali – un modo di esplorare e dialogare con l’inconscio tramite le immagini e l’immaginazione – ha mostrato che questo è un modo estremamente efficace di trovare ciò che c’è nell’Ombra. Spesso si realizza che “oh…è vero, e prima non lo sapevo!”. Ho meno successo personale con le tecniche di disegno e pittura, ma altri possono trovarli utili.

L’Ombra può anche apparire nei sogni: io feci un sogno un cui ero coinvolto in un disastro nucleare; ritrovandomi salvo ma senza biancheria, ritornai in una zona pericolosa per prendere i miei vestiti e i miei soldi, e come risultato morii per la radioattività. Questo mi pare suggerire assai bene la mia riluttanza ad accettare aiuto, anche se non facendolo potrei morire.

In sintesi
È ovvio che i concetti ed i modelli dell’Ombra oscura e dell’Ombra luminosa possono essere estremamente d’aiuto nel comprendere la nostra relazione con l’inconscio, come influisce sulle nostre vite, e come possiamo agire per cambiare e trasformare noi stessi affrontando l’Ombra e le ferite che si nascondono dietro di lei. L’Ombra non è del tutto cattiva, sporca o pericolosa: al suo interno si nascondono anche oro e gioielli, ma noi non possiamo sapere quali saranno gli aspetti buoni e quelli cattivi finché non emergono alla luce. In realtà, il concetto di buono o cattivo non è particolarmente utile in questo contesto. A parte il dolore fondamentale della ferita primaria, che dobbiamo affrontare in tutta la sua tragicità, per poi accettarla e guarirla, in tutto il resto sia lo scuro che il luminoso sembrano essere sopportabili.

Infine, credo di dover avvertire che, se ci si aggrappa troppo fortemente, questi modelli possono creare confusione. Per esempio, c’è qualche discrepanza fra lo schema dell’uovo in psicosintesi, in cui qualità di valore più elevato sono distinte dagli impulsi inferiori, e la realizzazione pratica che ci sono “bene” e “male” sia in alto che in basso.