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L’ Iniziazione, la Volontà transpersonale, e la Mente Liberamente tratto e tradotto da The Synthesist – Journal of
Psychosyntesis (www.willparfitt.com)
Questi quattro aspetti dell’umanità non sono nella corretta relazione reciproca. La parabola narra che il cocchiere è ubriaco in un bar, ed ha speso tutti i suoi soldi nell’alcool; il cavallo è legato fuori dalla porta, esposto alle intemperie e maltrattato dal cocchiere, che non lo ha nutrito adeguatamente, né lo ha messo al riparo. Anche la carrozza è malmessa, parcheggiata fuori ed esposta agli eventi atmosferici; é proprio in cattivo stato. Il Padrone non si trova da nessuna parte. Cosa deve accadere per correggere questo triste stato delle cose? Un messaggero inviato dal Padrone versa un secchio d’acqua gelata sulla testa del cocchiere. Lo shock lo risveglia dal torpore. Il cocchiere, che adesso è più sveglio, si accorge della situazione difficile, esce dal bar e vede il suo cavallo trascurato e la carrozza. Li esamina entrambi, prende nota di ciò di cui hanno bisogno, e provvede a fare ciò di cui c’è bisogno. Dopo alcuni giorni di cure e lavoro, la carrozza è riparata ed il cavallo è nutrito e riposato. Il cocchiere decide che è giunto il momento di attaccare il cavallo alla carrozza, munirlo di briglie e redini, e montare la cassetta sulla carrozza. Fatto questo, la carrozza è pronta per il passeggero. A questo punto il Padrone può apparire, prendere il proprio posto nella carrozza, e dare al cocchiere le istruzioni per giungere nella propria dimora. Lavorare sui tre corpi: disintossicare il cocchiere, nutrire e prendersi cura del cavallo, riparare la carrozza, è un tipo di lavoro molto diverso da quello necessario per collegare i tre corpi assieme e renderli pronti per il passeggero: Nel lavoro su di sé l’uomo lavora contemporaneamente sui corpi e sui loro collegamenti. Lavorare sui collegamenti significa che il cocchiere ascolta e capisce la voce del Padrone. Il cocchiere è collegato al Padrone, ed impara come usare le briglie e le redini, ed il cavallo è addestrato ad ubbidire alle redini. Il cocchiere ed il cavallo sono collegati. Quando il cavallo è correttamente legato alla carrozza, il corpo segue direttamente il cavallo. (P.D.Ouspensky) Cosa dice questa parabola a proposito del viaggio spirituale di ognuno? Primo, il cocchiere deve essere sobrio oppure risvegliarsi. Questo significa che uno deve diventare chiaramente consapevole delle condizioni non appagate della propria mente, delle proprie emozioni e del proprio corpo. Il risveglio avviene quando c’è sufficiente sofferenza nel corpo o nelle emozioni da causare dolore, o quando il processo mentale del pensiero è sufficientemente disturbato da provocare confusione. A volte questo dolore o questa confusione nascono quando ci si trova di fronte ad un altro essere umano con una personalità più integrata, e con una maggiore integrazione dell’Io. Questo dolore, questa confusione, evocano una risposta da coloro che si amano, o, finalmente, dal Sé superiore. Questa risposta ci risveglia. Allora possiamo pensare, osservare e discernere la nostra situazione personale. Allora iniziamo a pensare e ad agire a partire dal nostro bisogno di purificazione fisica, emotiva ed intellettuale. Pensiamo ed agiamo in base al nutrimento fisico, emotivo ed intellettuale di cui abbiamo bisogno per conservare e riparare i nostri tre corpi. Una tale esperienza di risveglio, o shock, è anche stata chiamata conversione, iniziazione, o risveglio spirituale. Maurice Bucke ha chiamato “consapevolezza cosmica” questa fondamentale esperienza di risveglio. A parte il lavoro su ognuno dei nostri corpi individuali, abbiamo bisogno di vedere e sperimentare come i corpi sono collegati assieme, e di comprendere le condizioni necessarie affinché possa apparire il Vero Io. Molti dei metodi e delle tecniche della psicosintesi ci aiutano e sperimentare le connessioni fra il corpo mentale, quello emotivo e quello fisico; ad esempio, l’immaginazione attiva, la visualizzazione di nuove abilità desiderate, prove comportamentali, lavoro sul corpo, giochi di ruolo, lavoro con le sedie, psicodramma. Gli psicoterapeuti sono uniti nella loro enfasi sulla necessità di radicare ogni nuovo insight in qualche espressione concreta nel mondo fisico. I membri dalla scuola di Gurdjeff, che cercano di “ricordare sé stessi” tramite speciali esercizi nella vita quotidiana, sottolineano l’importanza di ancorare una tale esperienza ad alcune parti del corpo fisico. L’esperienza contemporanea dei tre corpi, che è rara per la maggior parte di noi, è un evento normale per una persona che abbia lavorato su di sé ed abbia una personalità integrata. Le dieci leggi psicologiche che Assagioli elenca nel suo “L’atto di Volontà” descrivono le interconnessioni e la simultanea esperienza dei tre diversi corpi. Molte persone sedentarie fanno esperienza di una grave dissociazione fra le sensazioni corporee e l’esperienza interiore di emozioni, desideri, pensieri e intenzioni. Uno degli obiettivi principali di molte terapie olistiche è di ricollegare il corpo e la mente. Assagioli è molto chiaro a questo proposito nella sua prima pubblicazione di Psicosintesi, dove enfatizza che il lavoro sulla personalità deve essere completato prima di impegnarsi in una psicosintesi spirituale. Senza un lavoro sulla personalità “il Maestro non appare”. È un errore pensare di poter essere iniziati al Vero Io evitando il necessario lavoro sulla personalità. Quando visitai Assagioli nel 1973, egli dichiarò che molti americani New Age immaginavano di essere spirituali. Per lui era assolutamente importante che i terapeuti e la guide spirituali affrontassero per primo e soprattutto il lavoro assolutamente necessario sulla personalità. Senza questo lavoro, una spiritualità radicata non è possibile. Nel processo del lavoro sulla personalità, una parte della personalità che Gurdjeff chiamò progressivamente Io Osservante, Vice Steward, poi Steward, gradualmente si forma per occupare la posizione del Vero Io. È compito essenziale del nostro discernimento non confondere questa parte della personalità con il Padrone del Vero Io.
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