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Monumentali, divini grandi Ego Liberamente tratto e tradotto da:
Spesso le religioni vogliono semplicemente liberare le persone dagli istinti basilari, dagli impulsi e dalle relazioni; così, non ci danno indicazioni su come vivere la vita con entusiasmo, ma ci spingono ad evitarla, reprimerla, negarla e sfuggirla. In altre parole, noi vogliamo che il saggio spirituale sia "meno di una persona", in qualche modo separato da tutta la complessa confusione vitale e pulsante dei desideri e delle forze che spingono gli esseri umani. Ci aspettiamo che i nostri saggi siano esenti da tutto ciò che ci stimola, non toccati da tutte le cose che ci spaventano, ci tormentano e ci confondono. Tale assenza e mancanza, qualcosa di "meno della persona reale", è ciò che spesso s'intende per "assenza di ego". Ma "assenza di ego" non significa "meno" della persona, significa "più" della persona. Significa tutte le normali qualità personali più altre qualità transpersonali.Pensiamo a tutti i grandi yogi, i santi e i saggi, Mosé, Cristo: essi non erano individui dalle maniere deboli e distaccate, ma fieri rivoluzionari in grado di scuotere e soggiogare interi paesi. Trattavano il mondo nei suoi stessi termini, non con qualche pietosa fantasia celeste, e molti di loro istigarono rivoluzioni sociali di massa che sono andate avanti per migliaia d'anni. Fecero questo non perché avevano evitato la dimensione fisica, emozionale, mentale dell'uomo e l'ego che ne è il veicolo, ma perché s'impegnarono con una determinazione ed un'intensità tali da scuotere il mondo dalle fondamenta. Senza dubbio essi erano sintonizzati anche con l'anima (il nucleo psichico profondo) e lo spirito (il Sé senza forma), sorgente ultima del loro potere, ma esprimevano quel potere nel mondo, e raggiunsero risultati concreti proprio perché erano impegnati drammaticamente nelle dimensioni inferiori, attraverso le quali tale potere poteva esprimersi in modo da essere udito da tutti. Questi grandi esseri, che dettero impulso al mondo, non erano dei piccoli ego; erano, nel miglior senso del termine, grandi ego, precisamente perché l'ego (il veicolo funzionale dei livelli più densi) esiste parallelamente all'anima (veicolo funzionale della dimensione sottile) ed al Sé (veicolo della dimensione causale).Ciò che questi grandi maestri riuscirono a realizzare nelle dimensioni materiali, lo ottennero attraverso il loro ego, perché l'ego è il veicolo funzionale in tale reame. Tuttavia essi non s'identificavano esclusivamente con il loro ego, (questo è il narcisismo) ma, semplicemente, il loro ego era sintonizzato con la radiante sorgente cosmica. I grandi yogi, i santi e i saggi, realizzarono tanto nelle loro vite precisamente perché erano grandi ego sintonizzati con il loro stesso Sé superiore, erano consapevoli del puro Atman che è uno con il Brahman, e quando aprivano la bocca la gente cadeva ai loro piedi in ginocchio ed il mondo tremava, confrontandosi con il Dio radiante.Santa Teresa era una grande contemplativa? Si. E Santa Teresa è la sola donna che abbia mai riformato l'intera tradizione monastica cattolica. Gautama Buddha scosse l'India dalle fondamenta, Rumi, Plotino, Bodhidharma, Lao Tzu, Platone: tali uomini e donne iniziarono rivoluzioni che durarono per centinaia e talvolta migliaia d'anni, qualcosa che non può ancora essere attribuito né a Marx né a Lenin, né a Locke né a Jefferson. Fecero queste cose non perché erano morti dal collo in giù. No, erano dei monumentali, gloriosi e divini grandi ego, sintonizzati con uno stato psichico più profondo, ed in comunicazione direttamente con Dio. C'è certamente una verità nel concetto di "trascendere l'ego": ma questo non significa distruggere l'io, significa sintonizzarlo con qualcosa di più grande. Il piccolo ego non evapora; rimane come centro funzionale d'attività nel reame convenzionale. Come ho già detto, perdere l'ego fa divenire psicotici e non saggi.Trascendere l'ego, quindi, significa includerlo in un più alto e profondo abbraccio, nell'anima, nel Testimone o Sé primordiale, nella luminosità del sentire non-duale. Ciò significa che non eliminiamo il piccolo ego, ma piuttosto che lo viviamo pienamente, lo viviamo con energia, lo usiamo come il necessario veicolo attraverso il quale verità più alte si esprimono. L'anima e lo Spirito includono il corpo, le emozioni e la mente, non li cancellano. Detto brutalmente: l'ego non è d'ostacolo allo spirito, bensì è una radiante manifestazione dello Spirito stesso. Tutte le forme non sono altro che vuoto, inclusa la forma dell'ego. Non è necessario eliminare l'ego, ma semplicemente viverlo con pienezza. Quando l'identificazione si estende oltre all'ego e s'immerge nel cosmo, l'ego scopre che l'atman individuale è, di fatto, una cosa sola con il Brahman. Il Sé superiore, tuttavia, non è il piccolo ego. I narcisisti semplicemente hanno un io che non è ancora abbastanza grande per abbracciare l'intero cosmo, e cercano di esserne il centro. È necessaria la morte e rinascita del piccolo io per potersi sintonizzare con il Sé superiore. Noi non vogliamo che i nostri saggi abbiano un grande ego, anzi non vorremmo neppure che mostrassero una dimensione manifesta. Ogni volta che un saggio mostra tratti umani verso il sesso, il denaro e le relazioni, siamo scioccati, e lo siamo a causa della nostra volontà di fuggire la vita: ed il saggio che vive la sua vita ci offende. Vogliamo ascendere, uscire, fuggire e il saggio che vive la sua vita con piacere, la vive sino in fondo, affronta ogni onda della vita e ci naviga sopra, ci disturba profondamente, e ci spaventa, perché ci indica che anche noi dobbiamo affrontare la vita, e non semplicemente sfuggirla in una nube d'etere luminoso. Non vogliamo che i nostri saggi abbiano corpi e personalità, inclinazioni, vitalità, sesso, denaro e relazioni perché queste sono le cose che solitamente ci torturano e vogliamo eliminarle. Non vogliamo nuotare sulle onde della vita, vogliamo che le onde se ne vadano. Vogliamo una spiritualità in forma di vapore. Il saggio integrale, il saggio non-dualista, è qui a mostrarci cose diverse. Questi maestri insistono sul trascendere la vita vivendola. Insistono sul trovare liberazione attraverso il coinvolgimento, nirvana nel mezzo del samsara, e totale liberazione nella completa immersione. Entrano consapevolmente nei nove gironi dell'inferno, perché in nessun altro luogo si possono trovare i nove paradisi. Nulla è a loro estraneo, perché non c'è nulla che non sia l'Unico sentire. Il punto è essere pienamente a proprio agio nel corpo ed i suoi desideri, nella mente con le sue idee, e nello spirito con la sua luce. Abbracciando tutto, pienamente e simultaneamente sino a che tutto non è altro che espressione dell'Uno e dell'unico sentire. Abitare il desiderio e osservarne il gioco, entrare nelle idee e seguirne
la brillantezza per essere inghiottiti dallo Spirito e risvegliarsi
ad una gloria cui il tempo ha dimenticato di dare un nome. Corpo mente
e spirito tutti ugualmente contenuti nella consapevolezza sempre presente
che è la base di tutta la rappresentazione.
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